compiti dell’addetto al primo soccorso

  • Conoscere il piano di Pronto Soccorso previsto all’interno del piano di emergenza e i regolamenti dell’Azienda
  • Attuare tempestivamente e correttamente, secondo la formazione avuta, le procedure di intervento e soccorso.
  • Tenere un elenco delle attrezzature e del materiale di medicazione, controllandone efficienza e scadenza.
  • Tenersi aggiornato sulla tipologia degli infortuni che accadono, confrontandosi con il Responsabile del Servizio
  • Prevenzione e Protezione dell’azienda
  • Essere di esempio per il personale lavorando in sicurezza e segnalando le condizioni di pericolo.

Cassetta di Pronto Soccorso

Il Datore di lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori e dei soggetti ad essi equiparati la Cassetta di Pronto Soccorso, custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, in cui siano costantemente assicurati la completezza ed il corretto stato d’uso dei presidi in essa contenuti, per garantire un primo soccorso rapido ed efficace.

Caratteristica della cassetta di PS

Ogni cassetta di Pronto Soccorso deve essere:

– segnalata con cartello di salvataggio quadrato: croce bianca in campo verde;

– dotata di chiusura, ma non chiusa a chiave;

–    posizionata a muro, in luogo protetto, possibilmente vicino ad un lavandino per potersi lavare le  mani prima e dopo l’intervento;

– contrassegnata con un numero o con etichetta specifica, in modo da agevolare le operazioni di  reintegro dei presidi;

– facilmente asportabile in caso di bisogno.

Il contenuto della cassetta di PS viene presentato in allegato con alcune integrazioni proposte dal sistema di emergenza sanitario locale e dai servizi AUSL.

Gestione della cassetta di PS

Utilizzo corrente

La cassetta di PS è utilizzabile, oltre che dall’addetto al PS, anche dal resto del personale. In tal caso è importante che in un momento successivo sia data informazione all’addetto dell’utilizzo del contenuto della cassetta di PS o del punto di medicazione, al fine di ripristinare i presidi usati.

Controllo periodico

E’ fondamentale da parte dell’addetto PS, definito responsabile della tenuta di quella determinata cassetta di ps o punto di medicazione, il controllo periodico per mantenerne il contenuto in quantità e stato di conservazione adeguati.

Il controllo deve essere eseguito :

– una volta al mese;

– successivamente in occasione di un infortunio per il quale si possa pensare o si ha la certezza che il contenuto della cassetta sia significativamente alterato.

Si suggerisce quindi di verificare: la presenza dei presidi per tipologia e quantitativo;la integrità;le date di scadenza del presidio integro;le indicazioni specifiche di conservazione e di durata del presidio aperto.

Se al termine del controllo emerge la necessità di acquistare dei presidi, l’addetto al PS informerà il RSPP, che vi provvederà.Il reintegro deve avvenire nel minore tempo possibile.

Il Datore di lavoro valuta l’opportunità di tenere una scorta di presidi.

Allegato n°1

ELENCO PRESIDI SANITARI PER LA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

L’elenco dei presidi è quello previsto dall’allegato 1 del D.Lgs. 388/2003,REGOLAMENTO RECANTE DISPOSIZIONI SUL PRONTO SOCCORSO AZIENDALE, IN ATTUAZIONE ALL’ART. 45 DEL D.LGS. 81/08, integrato con alcuni presidi (in corsivo nel testo) ritenuti utili dal Sistema di Emergenza Sanitaria Locale e dai Servizi AUSL.

Ogni cassetta di Pronto Soccorso, (opportunamente segnalata e dotata di chiusura) deve essere posizionata a muro. Deve essere inoltre facilmente asportabile in caso di intervento; deve contenere almeno:

  • N. 1 confezione di sapone liquido (integrato)
  • N. 5 paia di guanti sterili monouso
  • N. 1 confezione di guanti monouso in vinile o in lattice (integrato)
  • N. 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro
  • N. 3 flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro – 0,9%) da 500 ml
  • N. 1  confezione di acqua ossigenata F.U. 10 vol. da 100 g (integrato)
  • N. 1 confezione di clorossidante elettrolitico al 10% pronto ferita (ad es. Amuchina o altri prodotti analoghi) (integrato)
  • N. 1 rotolo benda orlata alta 10 cm (integrato)
  • N. 2  rotoli di cerotto alto 2,5 cm
  • N. 2  confezione di cerotti di varie misure.
  • N. 1  confezione di cotone idrofilo da 100 g.
  • N. 10 compresse di garze sterili 10×10 in buste singole.
  • N. 2 compresse di garza sterile 18×40 in buste singole .
  • N. 1  confezione di rete elastica di misura media.
  • N. 2 confezioni di ghiaccio pronto uso.
  • N. 3 lacci emostatici.
  • N. 2 teli sterili monouso
  • N. 1 coperta isotermica monouso (integrato)
  • N. 1 termometro.
  • N. 1 paio di forbici con punta arrotondata (integrato)
  • N. 2 paia di pinzette da medicazione sterili monouso.
  • N. 2 sacchetti monouso per la raccolta dei rifiuti sanitari.
  • N. 1 Visiera Paraschizzi
  • N. 1 Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa
  • N. 1 Pocket Mask (integrato)

Basic Life Support

Il Basic Life Support (in italiano supporto di base alle funzioni vitali) noto anche con l’acronimo BLS, è una tecnica di primo soccorso che può – in alcune circostanze – essere determinante per salvare la vita di un infortunato. Per paziente infortunato si intendono molte condizioni, tra le quali:persona priva di sensi (persona svenuta);persona con un blocco meccanico delle vie aeree (oggetti nella gola dei bambini, acqua nei soggetti che affogano);persona sottoposta a folgorazione elettrica;paziente in totale arresto cardiaco con temporaneo stato di coma. La tecnica BLS, che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) è compresa nella sequenza di supporto di base alle funzioni vitali. La definizione BLS/D si riferisce al protocollo BLS con l’aggiunta della procedura di defibrillazione (che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per soccorritori laici). Per funzioni vitali si intende: coscienza respiro circolo L’obiettivo principale del BLS è quello di prevenire dei danni al cervello per mancanza di ossigeno. Quando una persona perde coscienza può andare in arresto respiratorio e già da questo momento si possono avere dei danni al cervello per carenza di ossigeno; dopo pochi minuti dall’arresto respiratorio si ha una compromissione del circolo cioè il cuore smette di battere e si arriva così all’arresto cardiaco. Dopo circa 10 minuti dall’arresto cardiorespiratorio si hanno dei danni irreversibili al cervello. La possibilità di impedire che avvengano danni irreversibili dipendono dalla rapidità dell’individuazione del problema e dall’efficacia della procedura di soccorso mettendo in atto la “ catena della sopravvivenza”. Se un anello della catena viene a mancare, le probabilità di sopravvivenza sono ridottissime. I quattro anelli della catena sono: ALLARME PRECOCE al sistema di emergenza: accesso al numero breve 118 Inizio PRECOCE del BLS: diffuso anche al personale non sanitario DEFIBRILLAZIONE PRECOCE Inizio PRECOCE del SOCCORSO AVANZATO SICUREZZA NEL SOCCORSO Prima di precipitarsi sulla vittima ed iniziare la sequenza BLS dobbiamo accertarci che non ci siano rischi ambientali per i soccorritori e anche per la vittima. Dobbiamo quindi osservare attentamente se l’ambiente presenta pericoli, es: ambiente saturo di gas; rischio di incendio; rischi derivanti da corrente elettrica; pericoli di crolli; rischi derivanti da traffico; ecc. Durante le fasi di avvicinamento alla vittima va osservata e rilevata qualsiasi situazione che possa mettere a rischio i soccorritori, i quali devono per prima cosa garantire la propria incolumità. In caso di rischio rilevato, i soccorritori non devono avvicinarsi alla vittima ma chiamare immediatamente la centrale operativa  118 che attiverà il soccorso tecnico più adeguato. Anche successivamente, durante tutte le fasi del soccorso, va prestata attenzione a potenziali rischi ambientali. Basic life support